Budva (in italiano Budua) è un comune della costa adriatica del Montenegro denominata riviera di Budua (Budvanska rivijera); è il centro amministrativo del comune che ha in tutto 34 località tra cui i villaggi di Bécici (Bečići) e Castellastua (Petrovac na Moru). A Budua vive circa il 70% della popolazione totale che si aggira sugli 11.000 abitanti.
L’antica città, cinta dalle mura di difesa, è un vero gioiello urbanistico ed architettonico, ha conservato il suo aspetto medievale, nonostante i frequenti assedi e i terribili terremoti del 1667 e 1979.
E’ anche la capitale del turismo montenegrino e dentro la città antica, ricca di memorie della sua lunga storia, ci sono numerosi ristoranti, bar, gelaterie e negozi, mentre nei dintorni, lungo le bellissime spiagge sabbiose sono situati molti alberghi e ville.
La spiaggia più bella è quella di Becici lunga 2 km, proclamata nel 1936 la spiaggia più bella d’Europa. Vicino alla spiaggia, inseriti tra palme e altre piante mediterranee sono situati alberghi, campi sportivi e piscine.
La fortuna turistica della città è dovuta anche all’ottimo clima mediterraneo, con estati calde ed inverni miti e con poche precipitazioni.
Nei dintorni di Budva si trovano importanti monasteri ortodossi, quello di Praskvica e quello di Rezevici.

Storia

La leggenda la vuole fondata in tempi remoti da Cadmo ed Armonia che arrivarono in questa zona alla ricerca della principessa fenicia Europa, rapita da Zeus. Storicamente invece troviamo menzione della città per la prima volta nel V secolo a.C. come insediamento illirico, anche se molto probabilmente già dal X secolo a.C., fu un emporio greco con il nome di Buthoe.
Venne poi conquistata dai Romani e dopo la divisione dell’Impero si trovò al confine tra Impero Romano d’Oriente e d’Occidente: la città visse dunque un’esperienza storica unica, al confine di due mondi. Nel medioevo Budva venne governata da re Serbi, da aristocratici del regno di Zeta. In seguito divenne sede vescovile con il nome di Butua o Budua.
Dal 1442 entrò a far parte dei dominii della Repubblica di Venezia e fu parte della cosiddetta Albania Veneta e vi rimase fino al 1797, salvo un breve periodo in cui venne presa con l’inganno dal corsaro turco ottomano Uluç Alì Pascià.
Durante il periodo della Repubblica di Venezia la città venne potentemente fortificata, fu costruito ed ampliato l’ardito castello e rafforzate le mura assumendo un assetto urbanistico che è rimasto immutato per cinque secoli fino ad oggi. Sulle porte della città sono ancora visibili i leoni di San Marco testimoni della dominazione veneziana.
Con queste imponenti fortificazioni fu sempre in grado di opporre una valida resistenza ai numerosi tentativi turchi di impossessarsene.
Budua fu residenza di un podestà veneziano, inizialmente dipendente dal Conte e capitano di Scutari e, dopo la caduta di questa città in mano agli Ottomani, dal rettore e provveditore di Cattaro.
La città veniva retta da un governo di tipo aristocratico, con un maggior consiglio composto di soli nobili, dal quale venivano eletti i tre giudici che assistevano il Podestà nelle cause civili, il più anziano dei quali ne faceva le veci in caso di assenza. Allo maggior consiglio spettava inoltre nominare gli altri ufficiali del comune: due procuratori, quattro deputati alla Sanità e due Signori di notte.
Con la caduta della Repubblica di Venezia, Budua fu occupata dagli Asburgo d’Austria nel 1797 così come il resto della Dalmazia. Dal 1813 al 1814 fu brevemente sotto il dominio montenegrino. Dopo il Congresso di Vienna la città passò all’Impero austriaco e vi rimase fino al 1918, quando dopo la fine della Prima Guerra Mondiale fu inglobata nel Regno di Jugoslavia. Durante la seconda guerra mondiale la città fu occupata prima dagli italiani e poi dai tedeschi; nel secondo dopoguerra Budua è entrata a far parte della repubblica federata jugoslava del Montenegro, le cui sorti ha seguito fino alla recente indipendenza.

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